06 giugno 2010

PIZZO A RISTORANTE CATANESE - ALTRO ARRESTO

http://senzamemoria.files.wordpress.com/2008/07/pizzo-alcamo-mafia.jpg

Da dieci anni pagava il 'pizzo' alla cosca Santapaola per evitare 'problemi', una 'tangente' da 400 euro al mese, ma quando i carabinieri hanno arrestato, a sua insaputa, l'esattore del clan, Giovanni Luca Davide Messina, 37enne incensurato, che poco prima aveva incassato i soldi, si è sfogato con un pianto liberatorio.

Protagonista della vicenda è un ristoratore della provincia etnea nel cui locale i militari dell'Arma della squadra antiestorsione del reparto operativo del comando provinciale di Catania avevano messo, senza informarlo, delle telecamere nascoste.

Le indagini erano puntate sull'incensurato che gli investigatori ritenevano un esattore della 'famiglia' Santapaola. Seguendolo hanno capito che il ristoratore era sotto estorsione e, all'insaputa della vittima, hanno piazzato delle microtelecamere, su disposizione della Dda della Procura di Catania.

Quando hanno visto che Messina incassava i soldi sono entrati nel locale e davanti alle contestazioni dei carabinieri il ristoratore ha ammesso di essere taglieggiato da più di 10 anni. "Sono contento, ero stanco, quella non era più vita...". Così, tra le lacrime, il ristoratore ha ringraziato i carabinieri del comando provinciale di Catania subito dopo l'arresto del presunto esattore del clan Santapaola.

"Quando ho visto quelle persone entrare con le pistole in mano ho avuto paura" ha detto la vittima che era all'oscuro dell'operazione e non sapeva che nel suo locale erano state piazzate delle telecamere che hanno permesso agli investigatori di assistere in diretta alla consegna della tangente. "Poi - ha aggiunto - quando ho capito che erano carabinieri mi sono tranquillizzato".

"Adesso - ha concluso la vittima - mi sento come liberato, perchè potrò usare quella somma che davo loro per la mia attività. Bisogna avere quel coraggio che io non ho avuto, quello di denunciare".

Nessun commento: